Categorie: Beverage Food Automazione industriale

Lo scorso anno, dopo 4 anni di decremento, la produzione alimentare del nostro Paese è tornata a crescere facendo segnare un guadagno pari a 137 miliardi di euro, per un aumento delle esportazioni che, nel 2017, sono cresciute del 7% rispetto al 2016.

Considerato un settore strategico per l’Italia e la sua economia, l’intero comparto del Food & Beverage è, però, chiamato a realizzare investimenti costanti in ricerca e innovazione di processo e di prodotto, puntando su nuovi impianti, su una logistica di ultima generazione, sul controllo di qualità e su un concetto di sicurezza allargato.

Per riuscirvi, il ricorso alle moderne tecnologie di automazione e ICT (Information & Communication Technology) è caldamente consigliato: in ballo c’è sia il miglioramento delle performance nella produzione, sia della qualità dei prodotti immessi sul mercato globale.

Da qui un’attenzione crescente ai sistemi di automazione per gestire in modo intelligente anche gli stabilimenti e alla nuova frontiera del risparmio energetico che, sempre più spesso, fa rima con continuità elettrica e guarda con interesse a un’auto-produzione capace di integrare fonti rinnovabili con fonti performanti a base fossile e forniture tradizionali.

Ma che si parli di “Smart Energy” o di tracciabilità, di automazione o di manutenzione degli impianti o, ancora, di sicurezza alimentare nei sistemi di identificazione e logistica, il concetto non cambia. La via tracciata oggi (e per il futuro) punta alla realizzazione di sistemi “sartoriali” e non standard, capaci di tenere conto di eventuali discontinuità nella produzione e delle esigenze dettate da Industria 4.0.

Un esempio su tutti è rappresentato dalla logica decentralizzata della Blockchain attraverso la quale è possibile produrre tecnologie in grado di supportare al meglio produzione, logistica e supply chain, garantendo sicurezza e affidabilità a tutto il processo della filiera produttiva e di distribuzione.

Descritta come “un registro transnazionale sicuro e condiviso da tutte le parti che operano all’interno di una data rete distribuita di computer”, la Blockchain registra e archivia tutte le transazioni che avvengono all’interno della rete, eliminando la necessità di terze parti “fidate”. Non a caso, grazie a questa tecnologia sono state sviluppate soluzioni che permettono di portare la logica del “trust” anche nell’ambito delle transazioni, che hanno come oggetto “pacchetti” di dati rappresentanti l’identità di determinati prodotti e delle loro logiche di produzione. 

In tal senso, la Blockchain al servizio della supply chain permette di disporre di nuovi strumenti capaci di garantire la migliore tracciabilità degli alimenti e di assicurare nuovi livelli di sicurezza alimentare, così come richiesto dall’industria di riferimento.

In aggiunta alla Blockchain, che permette di documentare in un registro decentralizzato le transazioni che – dalla produzione alla vendita – intercorrono tra i diversi operatori di una filiera (anche al fine di ridurre costi di trascrizione, ritardi e possibili errori umani), una serie di innovazioni stanno prendendo piede nel settore alimentare.

Un esempio su tutti? La filiera del pesce che, dalla tradizionale gestione cartacea, diventa (proprio grazie alla tecnologia Blockchain) un processo interamente digitale all’interno del quale, direttamente dal peschereccio in mare, viene inviato l’SMS contenente l’informazione all’origine della filiera del pesce. Una volta pescato e portato a terra, il medesimo pescato viene trasferito all’industria della trasformazione, mentre ogni singolo movimento successivo viene registrato su una piattaforma comune basata su Blockchain all’interno della quale ogni attore coinvolto contribuisce ad arricchire il patrimonio di informazioni su ogni singolo processo di trasformazione, fino al packaging e alla vendita.

Niente più etichette cartacee, dunque, ma una piattaforma digitale certificata consultabile anche dai consumatori finali che, all’atto di assaporare il pesce ordinato al ristorante, possono accedere a questi medesimi dati direttamente dal proprio smartphone.

Food&Beverage: le innovazioni

Nella cosiddetta “Digital Reinvented Manufacturing” del Food & Beverage, anche la tecnologia 5G e l’Industrial Internet of Things permetteranno l’affermarsi di una produzione personalizzata all’interno della quale l’interconnessione delle macchine avrà come risultato l’ottimizzazione dei cicli produttivi e della manutenzione.

In uno scenario di digitalizzazione diffusa dei sistemi informativi in fabbrica, diventerà possibile apprezzare le potenzialità dei dispositivi connessi chiamati a comunicare con software e piattaforme a più livelli. E anche se, a oggi, gli investimenti correlati a Industria 4.0 all’interno della filiera agroindustriale italiana sono principalmente legati a meccanismi di difesa delle proprietà intellettuali e dei dati aziendali, qualcosa di concreto si sta muovendo anche da noi. Non solo in termini di cyber sicurezza.

L’applicazione sui macchinari e sui processi dell’industria alimentare di un’offerta combinata di hardware, software e servizi cloud consentirà, infatti, di catturare i dati provenienti non solo dai nuovi macchinari, ma anche dalle macchine e dagli impianti esistenti, per poi trasmetterli nella “nuvola”.

Elaborate attraverso appositi algoritmi, le informazioni diventano così fondamentali per il miglioramento dei processi produttivi mentre, con l’ausilio di programmi di manutenzione preventiva, il controllo da remoto e in tempo reale degli impianti consente di ridurre i tempi dei fuori servizio delle macchine.

Ancora una volta, nella rivoluzione digitale in atto, i dati giocano un ruolo fondamentale. Gli algoritmi che li elaborano producono, infatti, un nucleo di informazioni capaci di dare forte impulso strategico all’impresa indirizzando in modo consapevole scelte strategiche di un tipo piuttosto che di un altro.

Il tutto a patto di dotarsi anche di un’infrastruttura di rete capace di garantire la trasmissione rapida ed efficace di questi stessi dati a cui aggiungere l’integrazione con un cloud sicuro e flessibile. A quest’ultimo saranno, infatti, demandati tutti gli aspetti di immagazzinamento e processing, così come la gestione di un numero crescente di applicazioni.

 

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