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Software Defined Factory: perché il software è il motore della fabbrica moderna

Scritto da SEW-EURODRIVE | 26 feb 2026

Per lungo tempo la fabbrica è stata interpretata principalmente come un sistema fisico, un insieme strutturato di impianti, macchinari, strumentazioni e asset materiali, considerati il cuore dell’operatività industriale.

Con l’avvento della digital transformation, questo paradigma si è progressivamente evoluto. Il software, da strumento di supporto, è divenuto un elemento centrale, che orchestra i flussi informativi, le logiche di controllo e i processi produttivi. 

Parlare oggi di Software Defined Factory significa riferirsi a un modello operativo e organizzativo completamente rinnovato. Un modello che pone al centro la convergenza IT-OT, supera i silos tradizionali e getta le basi per un’infrastruttura integrata, flessibile e data-driven, che governa e favorisce l’evoluzione continua dei processi produttivi.

Dalla fabbrica hardware-centrica alla Software Defined Factory

L’approccio software-defined rende possibile astrarre le funzionalità critiche di controllo, supervisione e analisi dall’infrastruttura fisica sottostante.

Tecnologie come il VirtualPLC, la containerizzazione software e l’adozione di architetture distribuite permettono di disaccoppiare le logiche di controllo dai dispositivi fisici, rendendo le operazioni più agili, scalabili e riconfigurabili. Il risultato è una fabbrica programmabile, dove le procedure di aggiornamento, patch, versioning e deployment seguono le logiche consolidate del mondo IT.

È qui che la digital integration diventa strategica: al posto di silos separati, il nuovo modello offre la disponibilità di un flusso continuo di dati, che dal campo fluiscono ai sistemi intermedi, quindi ai sistemi gestionali e via via più su fino ai livelli decisionali.

Edge, Cloud e Digital Twin: come i dati creano valore nella fabbrica intelligente

Disporre di dati in tempo reale è una condizione indispensabile per garantire il controllo puntuale dei processi produttivi. Tuttavia, il vero vantaggio competitivo non risiede nella sola visualizzazione immediata delle informazioni, bensì nella capacità di raccoglierle in modo strutturato, storicizzarle e analizzarle nel tempo per trasformarle in insight strategici.

Le architetture ibride Edge-Cloud rendono possibile questo approccio evoluto: a livello Edge, l’elaborazione avviene direttamente a bordo macchina o impianto, assicurando tempi di risposta minimi e continuità operativa; nel Cloud, invece, i dati vengono aggregati e correlati su scala più ampia, abilitando analytics avanzati, modelli predittivi e strategie di ottimizzazione energetica e manutentiva.

Il Digital Twin diventa, dunque,  uno strumento determinante. La replica digitale di una macchina o di un’intera linea consente di simulare scenari operativi, validare modifiche e testare nuove configurazioni prima di applicarle al sistema reale, riducendo rischi, costi e tempi di fermo. Prende così vita un ciclo continuo e virtuoso di simulazione, monitoraggio, analisi e miglioramento: il dato non è più un semplice indicatore operativo, ma si trasforma in un asset strategico capace di orientare decisioni, aumentare l’efficienza e rafforzare la competitività.

Orchestrazione dell’automazione industriale e gestione del ciclo di vita del software

L’importanza del software rende indispensabile dotarsi di una piattaforma in grado di governarlo in modo strutturato lungo tutto il suo ciclo di vita: dalla progettazione al deployment, dagli aggiornamenti alla manutenzione evolutiva.

È in questa prospettiva che si colloca OrchestrationSuite di SEW-Eurodrive, una piattaforma sviluppata in collaborazione con Software Defined Automation Inc. che applica all’automazione industriale le best practice tipiche del mondo IT.

OrchestrationSuite è un ambiente web-based, scalabile e multi-vendor che consente il provisioning centralizzato di PLC, robot e azionamenti, la gestione delle versioni, il backup automatizzato, gli aggiornamenti orchestrati tramite pipeline e il controllo remoto sicuro di flotte di dispositivi: non una semplice gestione tecnica, ma una vera governance digitale degli asset di automazione.

Come ovvio, in un ambiente sempre più connesso, la Cyber Security diventa un requisito strutturale. L’integrazione tra IT e OT, infatti, amplia inevitabilmente la superficie di esposizione e impone un approccio “security by design”, che non può lasciare spazio a interventi frammentati divenendo centrale nel nuovo modello di orchestrazione.

Digital transformation industriale: perché serve un cambio culturale tra IT e OT

Il concetto di fabbrica definita dal software è prima di tutto un cambiamento culturale e organizzativo. Significa introdurre logiche di sviluppo continuo, favorire la collaborazione strutturata tra i team IT e OT, adottare una gestione rigorosa del ciclo di vita del software e aprirsi a ecosistemi di innovazione condivisa.

L’importanza del software diviene universale, poiché integra verticalmente e orizzontalmente la catena del valore, aumenta resilienza e sostenibilità operativa, riduce il time-to-market e abilita modelli di business orientati alla servitizzazione.

Parlare di Software Defined Factory significa, in definitiva, riconoscere che il valore competitivo non è più legato esclusivamente all’hardware installato, ma alla capacità di orchestrare in modo intelligente dati, applicazioni e risorse. Significa parlare di una fabbrica in cui il software non svolge un ruolo ancillare, bensì costituisce l’infrastruttura strategica su cui costruire il futuro dell’automazione industriale.