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title: Come portare innovazione in un cementificio
description: Nel settore dei materiali da costruzione il quadro di insieme è accomunato da aziende caratterizzate da un forte impatto ambientale le cui peculiarità produttive, nell’ultimo secolo, sono rimaste sostanzialmente immutate.
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# [Come portare innovazione in un cementificio](https://blog.sew-eurodrive.it/come-portare-innovazione-in-un-cementificio)

 Scritto da [SEW-EURODRIVE](https://blog.sew-eurodrive.it/author/sew-eurodrive) | 11 lug 2018

Nel settore dei **materiali da costruzione**, in cui rientrano tipologie di impianti produttivi anche molto diverse tra loro, il quadro di insieme è accomunato da **aziende caratterizzate da un forte impatto ambientale** le cui peculiarità produttive, nell’ultimo secolo, sono rimaste sostanzialmente immutate.

Tra loro anche i **cementifici** dove, a partire dall’estrazione della materia prima (dalla sua frantumazione e omogeneizzazione passando dall’essiccazione e macinazione), la miscela di lavorazione che ne deriva viene sottoposta a una cottura a elevatissime temperature finalizzata a dare vita a un minerale artificiale noto come **clincker da cemento**.

Prima di arrivare al processo di cottura, il carbonato di calcio e le argille contenenti notevoli percentuali di silicato di alluminio e ferro (entrambi molto diffusi nelle zone montuose), vengono generalmente estratti da **cave a cielo aperto**. Ognuno con sistemi diversi, a seconda della durezza, i materiali ottenuti in cava vanno poi frantumati accuratamente per ottenere un prodotto omogeneo da avviare a ulteriori trattamenti.

All’interno di questo contesto, pur interessato alla **flessibilità** finalizzata a utilizzare anche macchine diverse per eseguire le medesime operazioni e al **rispetto dei tempi di consegna**, chi realizza un impianto per un cementificio non ha come priorità né l’**efficienza energetica**, né il **Condition Monitoring**.

Dunque, per chi è chiamato a definire i **dettagli tecnici** di un progetto di cementificio (generalmente situato nei pressi della cava o a essa collegato tramite moderni sistemi di trasporto), difficilmente l’attenzione alle **condizioni ambientali** derivante dall’operare in un contesto estremamente aggressivo sarà al primo posto nell’elenco delle priorità.

Con questi presupposti, l’esigenza numero uno all’interno di un **cementificio** è “fare di più con meno” dotandosi di **un unico componente con diversi range di potenza** sia per il trasporto di piccole pietre, sia per movimentare massi di dimensione maggiore.

Nella medesima ottica, chi definisce i dettagli tecnici di un progetto di cementificio tende a utilizzare il medesimo motore anche per una frantumatrice, così da **ridurre il numero dei ricambi** e dei **costi complessivi**. In questo caso, però, la ricerca della massima flessibilità non dovrebbe mai andare a discapito dell’efficienza dei **riduttori industriali** e dei **nastri trasportatori**.

 

## Alla scoperta di un’efficienza (energetica) possibile

Ciò detto, in un cementificio il concetto di efficienza non risponde tanto a un mandato energetico, quanto alla capacità di un impianto di **rispettare i tempi concordati** e di **realizzare con gli stessi componenti configurazioni flessibili**, in base alle richieste d’uso.

**Potenza**, **affidabilità** e **flessibilità** sono, dunque, le principali esigenze che i clienti di questo specifico settore chiedono di soddisfare. Ma che cosa accade se agli stessi interlocutori viene proposto un nuovo tipo di efficienza capace di tradursi in **risparmio energetico**, **riduzione dei costi operativi** e **diverse migliaia di euro risparmiate ogni anno**?

Esistono in commercio **riduttori meccatronici** in grado di muovere nastri trasportatori a una **velocità controllata** **automaticamente** per garantire anche a diversi flussi di volume di arrivare al punto di consegna con un **livello costante** **di riempimento del nastro**.

Controllati elettronicamente, i riduttori industriali in questione consentono di combinare tra loro e in rete, in un unico sistema autonomo, sia i componenti sia l’elettronica di comando decentralizzata, mentre la tecnologia combinata dei **sistemi di gestione** permette di **monitorare le condizioni** del convertitore di frequenza ma anche quel che accade durante il processo di trasporto.

Al contrario di un funzionamento continuo S1, ossia a velocità costante da sempre in uso nel settore, gli operatori dei cementifici possono impostare una velocità del nastro trasportatore (a piastre, tazze o a catene raschianti) a seconda delle specifiche necessità [**riducendo il consumo di energia**](https://www.sew-eurodrive.it/servizi/ingegnerizzazione_selezione/consulenza_energetica/consulenza_energetica.html) e, con esso, le **emissioni di anidride carbonica**.

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